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Education rights now!

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Gli impegni politici assunti a livello globale significano poco senza impegni finanziari a livello nazionale: nessun governo realizzerà l'obiettivo e i target relativi all’istruzione senza risorse adeguate, affidabili e di buona qualità.

La realizzazione di tutti gli obiettivi di sviluppo sottintende l’educazione: non riuscire ad investire adeguatamente sull’educazione vuol dire mettere a rischio la realizzazione di tutta l’agenda 2030.

Gli impegni finanziari che sono già stati sottoscritti DEVONO essere onorati – inclusi gli impegni nazionali e dei donatori alla GPE, gli impegni bilaterali da parte dei paesi donatori, e gli impegni globali contenuti negli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, nel Framework for Action per l’Educazione 2030 e nell'Action Agenda di Addis Abeba.

I cittadini hanno la responsabilità di esigere dai governi che diano conto di ogni passo indietro fatto rispetto a impegni finanziari pre-esistenti che di fatto negano la fruizione del loro diritto all'istruzione.

L’impegno preso in favore di 12 anni di educazione gratuita, dalla prima infanzia alla scuola secondaria, deve essere sostenuto assegnando una chiara priorità all’educazione nei bilanci nazionali e nell’APS.

I leader politici devono prendere gli impegni necessari per assicurare qualità ed equità in educazione, dando priorità agli investimenti che mostrano avere maggiore impatto.

Usare le risorse nazionali per garantire il compimento del diritto all’educazione è una soluzione possibile e accessibile – con sistemi fiscali più equi, se le aziende pagano tutta la loro parte di tasse, e se i profitti generati dalle risorse naturali sono convertiti in benefici durevoli per i cittadini.

La tassazione è la fonte di finanziamento più sostenibile per i paesi economicamente meno sviluppati e uno sforzo di concertazione deve essere fatto dagli stati per fissare regole fiscali globali più eque.

I fondi pubblici devono andare a rafforzare i sistemi educativi pubblici, anche attraverso l’APS. · Risorse adeguate devono essere allocate per combattere ogni forma di diseguaglianza in campo educativo, disuguaglianza di genere ma non solo, per colpire tutti i fattori che causano esclusione.

I dati relative ai bilanci devono essere resi disponibili in maniera trasparente, disaggregata e tempestiva, in modo tale da poter essere utilizzati dai cittadini e la società civile per misurare gli avanzamenti.