Senza bravi insegnanti non c’è scuola

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Il 5 ottobre si è celebrata la giornata mondiale dell’insegnante, cui ha partecipato attivamente anche la coalizione italiana della Global Campaign for Education, lanciando una campagna virale tramite il proprio sito e i social network.
 
L’insegnante è figura chiave per garantire il diritto a un’educazione di qualità per tutti. I numeri che disegnano i problemi del Diritto all’Educazione come Diritto Umano –  tema della Global Action Week 2015 –, in particolare per bambine e bambini (istruzione primaria),  sono impressionanti:
  • dei 650 milioni di bambini in età da poter frequentare la scuola primaria, 250 milioni non stanno acquisendo gli apprendimenti basilari (conoscenze e competenze) e 120 milioni non hanno completato nemmeno 4 anni di studi;
  • nei Paesi a reddito basso o medio-basso, dopo 5 o 6 anni di scuola, un terzo non sa ancora leggere;
  • agli attuali ritmi di crescita, nei Paesi a reddito basso o medio-basso l’analfabetismo sarà sradicato solo nel 2072.
Una delle cause principali risiede proprio nella carenza cronica di insegnanti formati.
 
Si stima infatti che, a livello mondiale, escludendo le sostituzioni, entro il 2015 servirebbero 1,4 milioni di insegnanti in più rispetto agli attuali; ma la cifra sale a 3,4 milioni se prendiamo in considerazione le necessità al 2030.
 
Se puntiamo l’attenzione sulla condizione dell’insegnante, le sfide che l’Agenda post-2015 dovrà affrontare possono essere sintetizzate nelle seguenti criticità:
  • classi sovraffollate: nel 2011 in 26 Paesi si contavano più di 40 studenti per classe;
  • formazione iniziale insufficiente: in un terzo dei Paesi di cui si possiedono i dati, il 25% degli insegnanti non ha una formazione in linea con gli standard nazionali, soprattutto nell’Africa Sub-sahariana;
  • precarietà contrattuale: nell’ultimo decennio, per rispondere rapidamente alla necessità di nuovi insegnanti, sono cresciute esponenzialmente le assunzioni a termine o con contratti precari;
  • stipendi insufficienti: in molti Paesi gli insegnanti non guadagnano abbastanza per fare uscire dalla povertà il proprio nucleo famigliare.
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L’EFA GMR blog ha recentemente pubblicato un articolo e diffuso un Advocacy toolkit per insegnanti nei quali si indicano anche delle soluzioni da perseguire. In particolare, si sostiene la necessità di:
  1. Garantire che un numero sempre maggiore di insegnanti qualificati siano reclutati, tenendo conto anche delle specificità locali (aree rurali, zone di conflitto, zone svantaggiate… ), etniche, di genere, relative alla lingua o in presenza di disabilità.
  2. Migliorare la formazione iniziale e in itinere degli insegnanti, lavorando anche sulla preparazione dei formatori e prevedendo momenti di formazione in classe.
  3. Prevedere incentivi (sostegno per la casa, indennità, rimborso spese, bonus o avanzamenti di carriera… ) per quegli insegnanti che lavorano in aree particolarmente svantaggiate o difficili.
  4. Garantire stipendi e progressioni di carriera tali da consentire una vita dignitosa agli insegnanti e alle loro famiglie, da rendere attraente la professione e da motivare a non abbandonarla.
Queste soluzioni non possono che passare da serie politiche internazionali e nazionali. Ma le riforme per affrontare la crisi dell’accesso a un’istruzione di qualità a livello mondiale possono essere efficaci solo se gli insegnanti o i loro sindacati, i principali responsabili della loro attuazione, sono coinvolti sin nella fase di definizione delle politiche.

E bisogna agire con urgenza, poiché molti Paesi stanno assumendo personale poco qualificato per sopperire alla carenza di insegnanti, rischiando così di compromettere tutto il lavoro fatto finora a livello locale e internazionale.

L'Assemblea generale delle Nazioni Unite sta riformulando gli obiettivi per lo sviluppo sostenibile che definiranno l’Agenda post-2015. In base allo stato attuale delle proposte, l’Obiettivo 4 dovrebbe avere lo scopo di “Garantire un'istruzione di qualità inclusiva ed equa e di promuovere le opportunità di  apprendimento permanente per tutti.”  Per il raggiungimento di tale Obiettivo, il ruolo degli insegnanti è evidentemente cruciale.

Anche la coalizione italiana della Global Campaign for Education, attiva dal 2008, farà la sua parte. Ma anche tu puoi dare il tuo contributo! Seguici e partecipa alla Global Action Week 2015 (26 aprile – Primo maggio). Su questo sito metteremo presto tutte le informazioni necessarie per partecipare oppure scrivici a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. e riceverai gli aggiornamenti direttamente nella tua casella di posta.
 
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