Cos'è la CGE

I principi ispiratori


A seguito degli impegni presi dalla comunità internazionale in occasione del Forum Mondiale di Dakar sull'Istruzione dell'aprile 2000, per il raggiungimento, entro il 2015, di un'istruzione di base di qualità obbligatoria e universale, ha assunto una grande rilevanza l'iniziativa detta "The Education for All-Fast track Initiative" (EFA-FTI) per incentivare i finanziamenti all'educazione a livello internazionale. Questa iniziativa, in particolare, impegna in primo luogo i Paesi in Via di Sviluppo a finalizzare i Piani d'azione nazionali con l'indicazione precisa di obiettivi, impegni, strategie e risorse necessarie, i Donatori a finanziare i Piani nazionali di qualità e gli Organismi internazionali ad assistere i Paesi in fase di programmazione e realizzazione dei Piani.

In tale quadro è stato attribuito dalle Nazioni Unite all'UNESCO il ruolo di coordinatore di tutti i Partner, in particolare attraverso la pubblicazione di un Rapporto mondiale annuale, la convocazione periodica di un Gruppo di Alto Livello, per mantenere elevata l'attenzione politica sull'obiettivo, e la realizzazione di riunioni tecniche per definire e rivedere di volta in volta le strategie di attuazione. A tale compito si affianca quello che l'UNESCO svolge in qualità di Agenzia specializzata nel Settore Educazione con funzione di assistenza tecnica ai Paesi, soprattutto al livello di capacity building per i Ministeri dell'Istruzione e di formazione degli insegnanti.

La Global Campaign for Education (GCE)nasce nel 2002 come un movimento composto da associazioni della società civile, educatori, insegnanti, ONG e sindacati capaci di mobilitare idee e risorse, e fare pressione sulla comunità internazionale e sui governi affinché si impegnino per il raggiungimento degli obiettivi dell'EFA.


La coalizione italiana

Dato il ruolo chiave che l'Italia è stata chiamata a ricoprire in corrispondenza della Presidenza del G8 e la Presidenza della EFA-FTI nel luglio 2009, un gruppo di organizzazioni che aderiscono alla campagna a livello internazionale, e sono presenti in Italia, hanno lanciato l'11 dicembre 2008 la coalizione italiana: Action Aid, Mani Tese, Oxfam Italia, FLC Cgil e Save the Children.
 
In una fase successiva alla costituzione formale della Coalizione italiana della GCE, la coalizione stessa si è impegnata a coinvolgere altre organizzazioni interessate e con competenza sul tema educazione, nonché partner strategici per sviluppare le attività della campagna.
 
Aderiscono alla coalizione italiana della Campagna Globale per l'Educazione (CGE): ActionAid - Acra CCS - ARCS - Children in Crisis - CIAI - CIFA Onlus - Cisl Scuola - FLC Cgil - Magis - Mani Tese - Oxfam Italia - PRO.DO.C.S. - Proteo Fare Sapere - Save the Children Italia Onlus - Sightsavers International Italia - VIS - WeWorld Intervita.


Obiettivi

Key ask per il rispetto dell’Agenda 2030

Tutti i governi devono:
  • Adempiere i loro impegni finanziari per l’istruzione, compresi gli impegni nazionali e quelli verso la GPE, gli impegni bilaterali da parte dei donatori, e gli impegni globali contenuti negli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, nel Quadro d’azione per l’Educazione 2030, e nel Piano d’Azione di Addis Abeba;
  • Sviluppare piani pienamente finanziati, regolati e attuabili volti a garantire l’accesso ad una scuola della prima infanzia, primaria e secondaria che sia libera, di buona qualità e l’alfabetizzazione e l’apprendimento permanente per tutti entro il 2030. Questi piani devono rafforzare i sistemi d’istruzione pubblica, in particolare privilegiando gli investimenti in termini di qualità ed equità e rispondere alle esigenze educative delle comunità e delle regioni che soffrono di svantaggi storici;
  • piani di attuazione devono dare priorità specificamente a colmare le lacune degli insegnanti qualificati e di garantire condizioni di lavoro dignitose nonché la formazione degli insegnanti;
  • Rivedere le proposte di bilancio e la spesa per l’impatto differenziale sulle donne e sulle bambine e su altri gruppi svantaggiati (come ad esempio persone con disabilità e comunità indigene) attraverso audit di genere e di inclusione;
  • Assegnare un minimo del 6% del PIL e del 20% dei bilanci nazionali all’educazione di cui almeno il 50% deve essere dedicato all’istruzione di base1;
  • Massimizzare le entrate disponibili per gli investimenti nel settore dell’educazione e per affrontare la disuguaglianza attraverso la costruzione di apparati di tassazione domestica progressiva e ampliata, rivedere gli accordi fiscali e le royalties nel settore delle risorse naturali, e chiudere le scappatoie che consentono l’evasione fiscale e l’evasione da parte del settore privato;
  • Rapportare regolarmente e in modo trasparente i bilanci e la spesa per l’educazione, permettendo alle comunità e alla società civile di controllare in che modo viene speso il denaro pubblico;
  • Dare un ruolo formale alle organizzazioni della società civile nella pianificazione aperta e nei processi di rendicontazione a livello nazionale e a livelli sub-nazionali.
I paesi donatori devono inoltre:
  • Esporre chiari piani nazionali per fornire lo 0,7% del PIL come aiuto pubblico allo sviluppo entro il 2020.
  • Impegnarsi almeno per il 15-20% di tutto l’APS all’educazione. Almeno la metà degli aiuti per l'educazione deve andare all’educazione di base;
  • Assegnare almeno il 4% degli aiuti umanitari all’educazione;
  • Concentrare gli aiuti a sostenere la realizzazione degli obiettivi di equità, concentrandosi sui paesi con i maggiori bisogni e sui gruppi a rischio di esclusione. I dati di impatto dell’APS dovrebbero essere disaggregati per mostrare l’impatto sulle comunità emarginate (comprese le persone con disabilità) e i programmi specifici finanziati per il risarcimento dell’esclusione.
Il sistema delle NU e la comunità internazionale devono:
  • Adottare nuove regole internazionali per promuovere la trasparenza fiscale globale e prevenire l'evasione fiscale. I Paesi in via di sviluppo devono avere accesso ai conti delle società multinazionali al fine di esaminare e valutare le responsabilità fiscali e garantire che le aziende paghino le tasse dovute.
  • Sostenere un Partenariato Globale per l’Educazione (GPE) rafforzato, con il mandato di finanziare e di sostenere l’Agenda 2030 per l’Educazione.
  • Fare pressione sul FMI per assicurare che usi la sua influenza sulle politiche fiscali dei paesi a basso e medio-basso reddito al fine di sostenere i paesi ad aumentare la loro imposta sul PIL, e alleggerendo il carico fiscale sui poveri.
  • Costruire un sistema umanitario più inclusivo che riconosca la necessità di un finanziamento sostenibile per fornire educazione in contesti di emergenza, comprese le emergenze croniche.
  • Invitare ad un aumento della spesa per promuovere l’equità, l’inclusione e la qualità dell’istruzione per gli studenti provenienti da gruppi emarginati, come le persone con disabilità, le comunità agricole, e i popoli indigeni.
CGE Italia - Coalizione Italiana della Campagna Globale per l’Educazione - www.cge-italia.org
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